Carl Schmitt. Politische Romantik (1919)

Carl Schmitt (1888-1985)

Politische Romantik (1919)
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8 Pensieri su &Idquo;Carl Schmitt. Politische Romantik (1919)

  1. la sua riflessione sul Cristo crocifisso resta un passo fondamentale, prossima a Capograssi..ex captivitate salus:
    ”L’ultimo rifugio per un uomo tormentato da altri uomini è sempre una preghiera, una giaculatoria al Dio crocifisso. Nel tormento del dolore, noi lo riconosciamo, ed egli ci riconosce. Il nostro Dio non fu lapidato come ebreo da ebrei, né decapitato come romano da romani. Egli non poteva essere decapitato. Un capo nel senso giuridico egli non l’aveva più, perché non aveva più diritti. Morì la morte degli schiavi, la crocifissione, che un conquistatore straniero gli aveva irrogato”( C. SCHMITT, Ex captivitate salus. Esperienze degli anni 1945-47, Adelphi, Milano 1987, p. 63)

    • Sì, la prossimità di Capograssi a Schmitt (e viceversa) passa anche attraverso il mistero della Croce “che spiega il mistero dell’individuo”, delle “torture atroci a cui è sottoposta un’anima mite e santa”, di “tutto il male” che acquista ora il suo “senso”(da Pensieri a Giulia 1918-1924).

      • sì grazie per la bella condivisione, sto leggendo le opere di Capograssi.. è incredibile, profetico, tutto da riscoprire, un annuncio incarnato..una curiositàe una cortesia : in qualche passo delle sue opere ( Ho La vita etica di Bompiani , La rivoluzione cristiana, la biografia di D’Addio) ho letto una sorta di piccolo schema operativo dove Capograssi dava una sorta di programma operativo di vita applicabile a livello di atteggiamento…non riesco più a trovarlo… non avendone subito appuntato la pagina…per caso lo ha trovato anche nelle sue letture? un’espressione del tipo: “in primo luogo..poi…poi”..grazie comunque anche per la bella associazione..eh sono stato “in pellegrinaggio” a Sulmona di recente…

      • Grazie mille per la sua attenzione. Quanto al passo citato, credo (ma dovrei in effetti verificare!)che si trovi proprio ne La vita etica. Una delle peculiarità dell’esposizione capograssiana, della sua ‘scrittura’, è di rendere ogni passo degno di nota e proprio per questo alla fine si ha il problema di rintracciare questo o quel passaggio. Da questo punto di vista, la sua ‘scrittura’ rappresenta un unicum nella storia della ‘letteratura’ filosofica. Lo si legge restando subito avvolti nel calore e nel colore delle sue parole.
        La nostra associazione sta organizzando una serie di incontri filosofici per il prossimo autunno che termineranno, secondo programma, proprio con una su Capograssi (data prevista, sabato 24 novembre!). Per agosto uscirà il programma, magari avrà un valido motivo per tornare a Sulmona! saluti carissimi

      • grazie….Capograssi è una miniera inesauribile: riesce a portare il cielo sulla terra ( l’espressione è di S.Teresina) e a metterlo come fondamento e fine in un dinamismo concreto….ottime iniziative…eh spero che riusciamo a scovare la citazione intanto… pur svolgendo la libera professione sono cresciuto con Jean Guitton ( filosofia tra fede e ragione), Renè Girard ( antropologia), Giuseppe Fornari ( filosofia e antropologia, è una sorta di Nietzsche cristiano influenzato da Bataille…ho organizzato con lui almeno una decina di conferenze…), adesso Capograssi ( dopo Carnelutti tra i giuristi, il prof. Mercadante mi ha spinto ad approfondire)..ricambio cordialmente i saluti

  2. purtroppo con Mercadante non ho più avuto contatti…ma ecco la citazione che cercavo..sembra un manifesto!!
    cordialità
    Incertezze dell’individuo

    ” il dovere di ognuno è di lavorare perché le possibilità positive prevalgano sulle negative. E perciò per prima cosa, credere alla soluzione positiva del problema. Vivere è proprio per questo credere alla soluzione positiva del problema della vita. E per seconda cosa, bisogna aver chiara l’idea della vera e reale situazione attuale dell’umanità, vedere i reali pericoli, e tutte le eventualità a cui l’attuale situazione dell’umanità può metter capo. E questa idea si può aver chiara, soprattutto guardando, non perdendo mai di vista, l’individuo, che alla fine è e resta il soggetto di tutta la vita, e che anche e soprattutto con le sue privazioni negazioni e variazioni è l’autore inconsapevole di tutte le variazioni della storia. E per terza cosa, bisognerebbe che ognuno, che sente il pericolo, pensasse a rieducare sè stesso, la sua coscienza morale, il senso della legge morale, il senso del dovere verso la vita, il senso della estrema serietà della vita, nel significato più semplice e più elementare della parola. Cominciasse a pensare seriamente a sè stesso, a riscoprire il suo cuore, a mettere in pratica il gran monito del libro antichissimo: ” omni custodia serva cor tuum, quia ex ipso vita procedit”. Quanto più si allargherà il numero degli individui che arriveranno a riscoprire e custodire il loro cuore e le sue profonde ragioni, tanto più aumenteranno le eventualità di salvezza. E tanto più tutto questo presente lavorare per il sociale potrà preparare l’avvenire, cioè portare all’umano; ed essere giustificati e compensati tutti i dolori e il sangue che costa la storia contemporanea”. Giuseppe Capograssi “La vita etica”p.565-6)

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