Lenin. Opera Omnia ITA (1895-1923)

lenin“Un noto adagio dice che se gli assiomi della geometria urtassero gli interessi degli uomini, si sarebbe probabilmente cercato di confutarli. Quelle dottrine delle scienze storiche e naturali che colpiscono i vecchi pregiudizi della teologia hanno provocato e provocano tuttora una delle lotte più accanite. Nulla di strano quindi che la dottrina di Marx, la quale serve in modo diretto a educare e organizzare la classe d’avanguardia della società moderna, indica i compiti di questa classe e dimostra che, grazie allo sviluppo economico, la sostituzione dell’attuale ordinamento sociale con un ordine nuovo è cosa ineluttabile nulla di strano che questa dottrina abbia dovuto farsi strada lottando ad ogni passo”(Lenin, Marxismo e Revisionismo, 1908).

1895
Articolo biografico su Engels
1897
I compiti dei socialdemocratici russi
1899
Protesta dei socialdemocratici russi
 
Articoli per la “Robaciaia Gazeta”
 
    – Lettera al gruppo dei redattori
 
    – Il nostro programma
 
    – Il nostro compito immediato
 
    – Una questione urgente
 
A proposito della “profession de foi”
 
Una tendenza retrograda nella socialdemocrazia russa
1901
Da che cosa cominciare?
 
La rivista Svoboda
 
Un colloquio con i sostenitori dell’economismo
1902
L’agitazione politica e il “Punto di vista di classe”
 
Che fare? (formato rar – 158 KB)
 
Lettera a un compagno sui nostri compiti organizzativi
 
I compiti del movimento socialdemocratico
1903
A proposito delle relazioni dei comitati dei gruppi del POSDR al Congresso generale del partito
1906
Una nuova ascesa
 
Bilancio del Congresso
1907
La lotta elettorale a Pietroburgo e i menscevichi
1908
Marxismo e revisionismo
1909
In Cammino
 
Progetto di risoluzione sul momento attuale e sui compiti del Partito
 
L’atteggiamento del partito operaio verso la religione
1910
Ivan Vasìl’evic Babuskin – necrologio
1911
In memoria della Comune
1913
I destini storici della dottrina di Karl Marx (Pdf)
 
Tre fonti e tre parti integranti del marxismo
 
Gli armamenti e il capitalismo
1914
La guerra europea e il socialismo internazionale
 
La situazione e i compiti dell’Internazionale Socialista
 
La guerra e la socialdemocrazia russa
 
Sull’orgoglio nazionale dei Grandi-Russi
1915
La conferenza delle sezioni estere del Partito operaio socialdemocratico russo
 
Il socialismo e la guerra (formato zip – 57 KB)
 
Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa
 
Il proletariato rivoluzionario e il diritto di autodecisione delle nazioni
1916
Sulla tendenza nascente dell'”economicismo imperialistico”
 
L’imperialismo, fase suprema del capitalismo (formato zip – 190 KB)
 
L’imperialismo e la scissione del socialismo
1917
Agli operai che sostengono la lotta contro la guerra e contro i socialisti che si sono schierati con i loro governi
Dodici brevi tesi sulle argomentazioni di H. Greulich in difesa della Patria
Palude immaginaria o reale?
Proposte di Emendamenti sulla questione della guerra
Lettere da Lontano
Lettera di commiato agli operai svizzeri
 
Sui compiti del proletariato nella rivoluzione attuale (Tesi d’Aprile)
 
Lettere sulla tattica
 
VII Conferenza Panrussa del POSDR («Conferenza d’aprile»)
 
    – Risoluzione della conferenza sulla questione agraria
 
    – Risoluzione della conferenza sulla questione nazionale
 
La guerra e la rivoluzione
 
L’insurrezione è un’arte
La catastrofe imminente e come lottare contro di essa
 
Stato e Rivoluzione (formato zip – 102 KB)
 
Per il pane e per la pace
1918
Cosa strana e mostruosa
 
Discorso sull’educazione al primo congresso di tutta la Russia
 
Le preziosi ammissioni di Pitirim Sorokin
 
La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky
 
Democrazia e Dittatura
1918-1919
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1919
Ai compagni italiani
 
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Concquistato e registrato
Cos’è il potere sovietico?
 
La III Internazionale e il suo posto nella storia
Lo stato
 
Economia e politica nell’epoca della dittatura del proletariato
1920
Alle operaie
 
Risposta alle domande del corrispondente del giornale inglese Daily Express
1921
La giornata internazionale delle operaie
 
La tattica del Partito comunista russo
 
Nuovi tempi, vecchi errori in forma nuova
 
L’epurazione del partito
 
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La NEP e i compiti dei centri di educazione politica
1922
Da Note di un pubblicista – Luxemburg
 
Lettera al Congresso (Testamento di Lenin)
 
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1923
Paginette di diario
 
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Come riorganizzare l’Ispezione operaia e contadina
 
Meglio meno, ma meglio
 
Lettera a Stalin
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3 Pensieri su &Idquo;Lenin. Opera Omnia ITA (1895-1923)

  1. Riuscireste a pubblicare anche l’articolo “Una grande iniziativa” (1919)? E’ quello in cui Lenin per la prima volta in assoluto (neanche Marx l’aveva fatto) dà una definizione precisa del concetto di classe sociale. Mi sembra quindi uno scritto importante da tener presente. Grazie e comunque complimenti per il sito.

  2. “La dittatura del proletariato, se si traduce quest’espressione latina scientifica, storico-filosofica in un linguagggio più semplice, significa: Solo una classe determinata, e precisamente gli operai delle città e in generale gli operai di fabbrica, gli operai industriali, è in grado di dirigere tutta la massa dei lavoratori e degli sfruttati nella lotta per distruggere il potere del capitale, nel processo di distruzione, nella lotta per distruggere il potere del capitale, nel processo di distruzione, nella lotta per assicurare e consolidare la vittoria, nella creazione del nuovo ordine sociale, dell’ordine socialista, in tutta la lotta per l’abolizione completa delle classi. (Notiamo fra parentesi che la differenza scientifica fra socialismo e comunismo consiste unicamente in questo: la prima parola designa la prima fase della società nuova che sorge dal capitalismo, e la seconda, la fase successiva, superiore, di questa società.) L’errore dell’Internazione gialla «di Berna» sta nel fatto che i suoi capi riconoscono soltanto a parole la lotta di classe e la funzione dirigente del proletariato, mentre hanno paura di andare fino in fondo con il loro pensiero, hanno paura appunto di quell’inevitabile conclusione particolarmente temibile e assolutamente inammissibile per la borghesia. Essi temono di riconoscere che la dittatura del proletariato è anch’essa una fase della lotta di classe, la quale rimane inevitabile finché le classi non sono state abolite, e cambia di forma diventando, nei primi tempi dopo la caduta del dominio del capitale, particolarmente accanita e manifestando forme specifiche. Dopo aver conquistato il potere politico, il proletariato non cessa la lotta di classe, ma la porta avanti fino all’abolizione delle classi, però, naturalmente, in un altro ambiente, sotto altre forme, con altri mezzi. Ma che cosa significa «abolizione delle classi»? Tutti coloro che si dichiarano socialisti riconoscono questa meta ultima del socialismo, ma non tutti – siamo molto lontani dalla totalità – riflettono sul significato di questa meta ultima. Si chiamano classi quei grandi gruppi di persone che si distinguono tra loro per il posto che occupano in un sistema storicamente determinato di produzione sociale, per il rapporto (per lo più sanzionato e fissato da leggi) con i mezzi di produzione, per la loro funzione nell’organizzazione sociale del lavoro e, quindi, per il modo in cui ottengono e per la dimensione che quella parte di ricchezza sociale di cui dispongono. Le classi sono gruppi di persone, l’uno dei quali può appropriarsi il lavoro dell’altro grazie al differente posto che occupa in un determinato sistema di economia sociale. E’ chiaro che per abolire completamente le classi non basta abbattere gli sfruttatori, i grandi proprietari fondiari e i capitalisti, non basta abolire la loro proprietà, ma bisogna anche abolire ogni proprietà privata dei mezzi di produzione, bisogna sopprimere tanto la differenza fra città e campagna quanto la differenza tra lavoratori manuali e intellettuali. E’ un’opera di lungo respiro”.
    La grande iniziativa, V.I. Lenin, Opere Complete, vol. 29 [marzo – agosto 1919], p.373, Editori Riuniti, Roma, 1967…PURA POESIA!

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