Michail Bakunin. La libertà degli uguali

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Gli idealisti di tutte le scuole, aristocratici e borghesi, teologi, metafisici, politicanti e moralisti, religiosi, filosofi e poeti non eccettuati gli economisti liberali, sfrenati adoratori dell’ideale si offendono molto allorché si dice loro che l’uomo, con la sua meravigliosa intelligenza, le sue idee sublimi, e le sue aspirazioni infinite non è, come del resto tutto ciò che esiste nel mondo, che un prodotto della vile materia.

Noi potremmo rispondere loro che la materia di cui parlano i materialisti – materia spontaneamente ed eternamente mobile, attiva, produttiva; materia chimicamente o organicamente determinata e manifestata con le proprietà o forze meccaniche, fisiche, animali e intellettuali che le sono necessariamente inerenti – non ha niente in comune con la vile materia degli idealisti. Quest’ultima, prodotto della loro falsa astrazione, è effettivamente un’entità stupida, inanimata, immobile, incapace di dar vita alla più piccola cosa, un caput mortum, una brutta immagine opposta alla immagine bella che essi chiamano Dio, l’Essere supremo di fronte al quale la materia, la loro materia, spogliata da loro stessi di ciò che ne costituisce la natura reale, rappresenta necessariamente il supremo Nulla.

La libertà degli uguali (PDF)
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