Edoardo Puglielli. Gli anarchici abruzzesi e la Grande Guerra

 

15 giugno 1914 Circolo Monarchico in via Roma ad Alfonsine, dopo la devastazione.  A sinistra la Cavalleria Regia, a destra alcuni degli stessi dimostranti, in posa. La scritta "W MASETTI" e "ABBASSO L'ESERCITO" era lo slogan delle manifestazioni iniziali contro la guerra di Libia e contro l'esercito.  Masetti era un giovane muratore del bolognese, soldato di leva che, mentre stava partendo per la guerra di Libia, aveva sparato al suo colonnello inneggiando all'anarchia. Da un anno era chiuso in un manicomio criminale. Il palazzo fu acquistato poi da Tancredi Minarelli detto Plopi, anarchico, che lo adibì deposito del suo carro funebre e a stallatico. Ai piani superiori creò camere da affittare a gente povera. Giuseppe Marini poi acquistò da Plopi l'edificio, per usarlo come fabbrica per la produzione delle sue biciclette e poi delle moto "Marini". Per questo oggi è detto "Palazzo Marini". Donato dalla ditta MARINI spa-Fayat Group al Comune, è stata ristrutturata, e utilizzata come centro culturale.

15 giugno 1914
Circolo Monarchico in via Roma ad Alfonsine, dopo la devastazione.
A sinistra la Cavalleria Regia, a destra alcuni degli stessi dimostranti, in posa. La scritta “W MASETTI” e “ABBASSO L’ESERCITO” era lo slogan delle manifestazioni iniziali contro la guerra di Libia e contro l’esercito.
Masetti era un giovane muratore del bolognese, soldato di leva che, mentre stava partendo per la guerra di Libia, aveva sparato al suo colonnello inneggiando all’anarchia. Da un anno era chiuso in un manicomio criminale.
Il palazzo fu acquistato poi da Tancredi Minarelli detto Plopi, anarchico, che lo adibì deposito del suo carro funebre e a stallatico. Ai piani superiori creò camere da affittare a gente povera. Giuseppe Marini poi acquistò da Plopi l’edificio, per usarlo come fabbrica per la produzione delle sue biciclette e poi delle moto “Marini”. Per questo oggi è detto “Palazzo Marini”. Donato dalla ditta MARINI spa-Fayat Group al Comune, è stata ristrutturata, e utilizzata come centro culturale.

Gli anarchici abruzzesi e la Grande Guerra (PDF)

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