Ingmar Bergman. Come in uno specchio (1961)

«Adesso noi vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; allora vedremo faccia a faccia»

(Paolo di Tarso, Prima Lettera ai Corinzi, 13, 12)

Una famiglia è in vacanza su un’isola di Gotland nel Baltico: sono due sposi, Martin e Karin, il giovane Minus fratello di Karin, e il padre dei due, David. La ragazza è appena uscita da un ospedale psichiatrico, e il padre riesce a vedere nella sua malattia soprattutto uno spunto letterario per il suo lavoro di scrittore. Il marito di Karin è un medico dal temperamento razionale che non si accorge delle attenzioni morbose della moglie verso il giovane Minus al quale la donna confida le proprie allucinazioni a sfondo mistico-religioso.

Ogni personaggio legge nell’animo degli altri (“come in uno specchio”) la realtà del disagio, dell’incomprensione e del proprio male di vivere. Con il proseguire della storia, i protagonisti vengono messi a confronto con dilemmi metafisici quali lo scopo della malattia, il ruolo della famiglia, il senso dell’arte, la ricerca dell’infinito e la presenza/assenza di Dio.

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