Un pensatore sulmonese dimenticato (1886-1963)

$_35ISSN 2281-6569, SFI Sezione di Sulmona Giuseppe Capograssi [online]

di Raffaele Garofalo

Annibale Luigi Corvi, scomparso nel giugno 1963, occupa un posto significativo tra i benemeriti dell’antifascismo durante il ventennio, tra i combattenti nella seconda guerra mondiale e tra gli impegnati nella politica attiva dei primi anni della Repubblica. Dalle scarse notizie raccolte sul Dizionario Biografico degli Abruzzi, pubblicato dalla Accademia Cateriniana di Cultura di Sulmona, (La Moderna, Sulmona, 1976), si ricava che il personaggio nacque a Milano e si laureò in Giurisprudenza, presso l’Università di Pavia, con una tesi in Diritto Penale e successivamente si laureò in lettere, nel 1917, presso l’Università di Milano. Di famiglia nobile era tuttavia portato a snobbare, con gustosa ironia, il titolo baronale dal quale si era “sbaronato”: «mi appartiene non per colpa mia», amava ripetere.

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Agostino. La città di Dio (pdf)

agostino

Nell’ideare questa opera dovuta alla promessa che ti ho fatto, o carissimo figlio Marcellino, ho inteso difendere la gloriosissima città di Dio contro coloro che ritengono i propri dèi superiori al suo fondatore, sia mentre essa in questo fluire dei tempi, vivendo di fede, è esule fra gli infedeli, sia nella quiete della patria celeste che ora attende nella perseveranza, finché la giustizia non diventi giudizio e che poi conseguirà mediante la supremazia con la vittoria ultima e la pace finale. È una grande e difficile impresa ma Dio è nostro aiuto. So infatti quali forze si richiedono per convincere i superbi che è molto grande la virtù dell’umiltà. Con essa appunto la grandezza non accampata dalla presunzione umana ma donata dalla grazia divina trascende tutte le altezze terrene tentennanti nel divenire del tempo. Infatti il re e fondatore di questa città, di cui ho stabilito di trattare, nella scrittura del suo popolo ha rivelato un principio della legge divina con le parole: Dio resiste ai superbi e dà la grazia agli umili. Anche il tronfio sentimento dell’anima superba vuole presuntuosamente che gli si riconosca fra le glorie il potere, che è di Dio, di usare moderazione con i soggetti e assoggettare i superbi. Perciò anche nei confronti della città terrena la quale, quando tende a dominare, è dominata dalla passione del dominare anche se i cittadini sono soggetti, non si deve passare sotto silenzio, se si presenta l’occasione, ciò che richiede la tematica dell’opera in progetto.

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La Città di Dio