Edoardo Puglielli. Marx e l’età moderna. Percorsi per la didattica della storia, della filosofia e delle scienze umane

Karl Marx (1818-1883)

Karl Marx (1818-1883)

ISSN 2281-6569, SFI Sezione di Sulmona Giuseppe Capograssi [online]

«Ogni cosa oggi sembra portare in se stessa la sua contraddizione. Macchine, dotate del meraviglioso potere di ridurre e potenziare il lavoro umano, fanno morire l’uomo di fame e lo ammazzano di lavoro. Un misterioso e fatale incantesimo trasforma le nuove sorgenti della ricchezza in fonti di miseria. Le conquiste della tecnica sembrano ottenute a prezzo della loro stessa natura. Sembra che l’uomo, nella misura in cui assoggetta la natura, si assoggetti ad altri uomini o alla propria abiezione. Perfino la pura luce della scienza sembra poter risplendere solo sullo sfondo tenebroso dell’ignoranza. Tutte le nostre scoperte e i nostri progressi sembrano infondere una vita spirituale alle forze materiali e al tempo stesso istupidire la vita umana, riducendola ad una forza materiale». Karl Marx, Discorso per l’anniversario di «The People’s Paper» [1856]

Marx e l’età moderna (PDF)

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Roberto Carocci. L’anarchismo italiano e l’avvento del fascismo (1921-1925)

parma

ISSN 2281-6569 SFI Sezione di Sulmona Giuseppe Capograssi [online]

Di fronte all’ascesa del fascismo, il movimento anarchico italiano s’impegnò in una larga discussione volta a comprenderne caratteristiche e origini, apportando intuizioni peculiari e alcune generalizzazioni dal carattere innovativo. Il punto focale dell’analisi compiuta dai libertari risiedeva nel tentativo dei ceti possidenti di dotarsi di una propria soggettività al fine di ridurre le ambizioni rivoluzionarie del proletariato italiano che, terminata la prima guerra mondiale, si era reso protagonista di accese agitazioni in tutto il Paese, culminate nell’occupazione delle fabbriche nell’autunno del 1920.

L’anarchismo italiano e l’avvento del fascismo (1921-1925)

Edoardo Puglielli. Antifascisti abruzzesi in Spagna 1936-1939

imagesDopo la rivolta falangista del luglio 1936 Franco ricevette da Hitler e Mussolini un aiuto decisivo. La Germania nazista inviò 10.000 soldati, ma soprattutto mezzi e armi. La Luftwaffe tedesca assicurò ai fascisti spagnoli la supremazia aerea, sperimentando sulle città repubblicane i primi bombardamenti a tappeto, come quello che nel 1937 rase al suolo la cittadina basca di Guernica. L’Italia fascista inviò 600.000 uomini e un’ingente quantità di aerei, cannoni e navi. Da ben 53 nazioni dei cinque continenti accorsero in Spagna volontari per combattere il fascismo. Le stime variano da un minimo di 40.000 ad un massimo di 60.000 unità. Più di 4.000 furono gli italiani. «Compagni, fratelli, italiani, ascoltate. Un volontario italiano vi parla dalla radio di Barcellona per portarvi il saluto delle migliaia di italiani antifascisti esuli che si battono nelle file dell’armata rivoluzionaria per l’ideale di un popolo intero che lotta per la sua libertà. Vi chiedono che l’Italia proletaria si risvegli. Che la vergogna cessi. Dalle fabbriche, dai porti italiani non debbono più partire le armi omicide. Dove non sia possibile il boicottaggio aperto, si ricorra al boicottaggio segreto. Il popolo italiano non deve diventare il poliziotto d’Europa. Quanto più presto vincerà la Spagna proletaria, e tanto più presto sorgerà per il popolo italiano il tempo della riscossa» (Carlo Rosselli, discorso del 13 novembre 1936)

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Edoardo Puglielli. Per la vita di Sacco e Vanzetti. Le mobilitazioni popolari in Abruzzo e Molise 1921-1922 (2013)

downloadDopo uno scandaloso processo, il 14 luglio 1921 il tribunale di Pleymouth condanna gli innocenti Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti alla sedia elettrica. Sotto la bandiera della difesa dei due anarchici si sviluppa una straordinaria campagna di solidarietà internazionale mai vista prima. È una fase difficile per il movimento dei lavoratori, marcata da un arretramento politico e sociale che attraversa il mondo intero. La crisi economica, sociale e morale e l’esasperazione dei nazionalismi iniziano a provocare tra le masse reazioni orientate verso soluzioni di estremo autoritarismo. Finanziato dai grandi ceti industriali ed agrari il fascismo va insediandosi in Italia, mentre decine di paesi s’avviano a subire dittature più o meno dure. La reazione politica tocca anche la Russia, andando ad incancrenire il movimento comunista internazionale. Tutto ciò, tuttavia, non impedisce al movimento di solidarietà di guadagnare in ampiezza e di segnare in modo profondo e duraturo la coscienza di milioni di lavoratori nel mondo. I primi a muoversi sono ovviamente gli anarchici, dando avvio a quella mobilitazione internazionale rimasta alla storia per la sua durata e la sua vastità. In Italia, a partire dall’ottobre del 1921, militanti, gruppi, federazioni e unioni organizzate nell’Unione anarchica italiana (UAI), assieme ai numerosi gruppi degli antiorganizzatori, a quelli non federati e agli elementi del sindacalismo libertario, programmano, promuovono e portano avanti una vasta agitazione capillare che investe sia le grandi città che i piccoli centri della penisola.

Per la vita di Sacco e Vanzetti. Le mobilitazioni popolari in Abruzzo e Molise 1921-1922 (PDF)

Pëtr Alekseevič Kropotkin. Scienza e anarchia

Pëtr Alekseevič Kropotkin, in russo: Пётр Алексеевич Кропоткин (Mosca, 9 dicembre 1842 – Dmitrov, 8 febbraio 1921)

Pëtr Alekseevič Kropotkin, in russo: Пётр Алексеевич Кропоткин (Mosca, 9 dicembre 1842 – Dmitrov, 8 febbraio 1921)

La rivoluzione è un cambiamento rapido, nello spazio di pochi anni, di istituzioni che ci avevano messo dei secoli a mettere radici nel suolo e che sembravano tanto solide e immutabili che persino i più accesi riformatori a malapena osavano attaccarle nei loro scritti. È la caduta, lo sgretolarsi in un breve lasso di tempo di tutto ciò che fino a quel momento costituiva l’essenza stessa della vita sociale, religiosa, politica ed economica di una nazione. È il sovvertimento delle idee acquisite e delle nozioni condivise sulle complesse relazioni tra le varie componenti dell’insieme umano.

Scienza e anarchia (PDF)

Max Stirner. Der Einzige und sein Eigenthum (1844) – L’unico e la sua proprietà – The ego and his own

Johann Kaspar Schmidt, più noto con lo pseudonimo di Max Stirner (Bayreuth, 25 ottobre 1806 – Berlino, 26 giugno 1856)

Johann Kaspar Schmidt, più noto con lo pseudonimo di Max Stirner (Bayreuth, 25 ottobre 1806 – Berlino, 26 giugno 1856)

“A chi non appartiene la causa ch’io debbo difendere? Essa è, innanzitutto, la causa buona in se stessa, poi la causa di Dio, della verità, della libertà, della giustizia; poi la causa del mio popolo, del mio principe, della mia patria; infine la causa dello spirito, e mille altre ancora. Soltanto, essa non dev’essere mai la mia causa! “Onta all’egoista che non pensa che a sé stesso!”. Vediamo un po’, più da vicino, che cosa pensino della propria causa coloro per gl’interessi dei quali noi dobbiamo lavorare, sacrificarci ed infervorarci.
Voi che così profondamente conoscete le cose che concernono Dio, ed avete investigato per millenni gli abissi e scrutato il cuore della divinità, certo saprete dirci in qual modo Egli stesso tratti la causa alla quale siamo chiamati a servire. Non tentate di nasconderci il modo di condursi del Signore. Ebbene, qual’è la sua causa? Ha egli forse — come da noi si richiede — abbracciato una causa a lui estranea, ha egli fatta sua la causa della verità o dell’amore? Voi vi sentite indignati in udir pronunciare un simile assurdo e ci sapete insegnare che quella di Dio è bensì la causa della verità e dell’amore, ma che essa non può esser detta a lui estranea, giacché Dio è per se stesso la verità e l’amore; e vi muove a sdegno il supporre che Dio possa assomigliarsi a noi poveri vermi col favorire la causa d’altri come se fosse la propria. “Dio dovrebbe occuparsi della causa della verità, se non fosse egli stesso la verità?”. Egli non pensa che alla propria causa, ma egli è il tutto nel tutto, e così la sua causa abbraccia tutto; noi non siamo il tutto nel tutto e la nostra causa è oltre modo meschina e spregevole, perciò noi dobbiamo servire ad “una causa più elevata”. — Ebbene, è chiaro che Dio non si occupa che delle cose sue, non pensa che a sé stesso e non vede che sé stesso; guai a tutto ciò che contrasta a’ suoi disegni. Egli non serve ad uno più alto di lui e non cerca di soddisfare che sé stesso. La sua è una causa prettamente egoistica” (L’unico e la sua proprietà).

  1. Der Einzige und sein Eigenthum (PDF)
  2. L’unico e la sua proprietà (PDF)
  3. The ego and his own (PDF)

Carlo Tresca: The Dilemma of an Anti-Communist Radical

Gerald Meyer, Professor Emeritus, Hostos Community College, CUNY

200px-Carlo-tresca-1910_(cropped)A major gap in the radical history of the United States has at last been filled. Nunzio Pernicone’s Carlo Tresca: Portrait of a Rebel (2005) strongly argues for Carlo Tresca’s inclusion in the pantheon of the country’s venerable American revolutionaries. Carlo Tresca (1879-1943) is best remembered as a labor agitator and journalist who played a major role in the pre-World War I labor uprisings in Pennsylvania’s coalfields, in Paterson, New Jersey, on Minnesota’s Mesabi Range, and elsewhere. Less well known is Tresca’s courageous and effective leadership in the anti-Fascist struggle within the Italian American community. As an organizer and a journalist, Tresca fought in the front trenches of the fiercest battles of class struggle in the United States. Repeatedly, Tresca came face-to-face with the country’s elaborate and unrelenting repressive apparatus – and sometimes won.

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Carlo Tresca: The Dilemma of an Anti-Communist Radical