Immanuel Kant. Per la pace perpetua

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Immanuel Kant (1724-1804)

http://archiviomarini.sp.unipi.it/207/1/pace_83.pdf

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Edoardo Puglielli. Carlo Tresca e lo sciopero dei minatore del Minnesota (1916)

Carlo Tresca (1879-1943)

Carlo Tresca (1879-1943)

ISSN 2281-6569 SFI – Sezione di Sulmona Giuseppe Capograssi [online]

Nel giugno 1916 scoppiò lo sciopero dei minatori dei giacimenti di ferro del Mesabi Range, nel Minnesota. Lavoratori sloveni, croati, finlandesi, italiani e di altre dozzine di nazionalità protestarono per quasi quattro mesi contro un sistema di sfruttamento che rendeva le loro condizioni di vita estremamente misere. L’Industrial Workers of the World (IWW), che sostenne lo sciopero, inviò nel Minnesota una trentina di organizzatori, tra cui Carlo Tresca. Nel mese di luglio Tresca fu ingiustamente accusato di complicità in omicidio e arrestato. Per la sua liberazione si sviluppò un forte movimento internazionale di solidarietà grazie al quale il sulmonese ottenne la libertà

Carlo Tresca e lo sciopero dei minatore del Minnesota (1916)

Edoardo Puglielli. Antifascisti abruzzesi in Spagna 1936-1939

imagesDopo la rivolta falangista del luglio 1936 Franco ricevette da Hitler e Mussolini un aiuto decisivo. La Germania nazista inviò 10.000 soldati, ma soprattutto mezzi e armi. La Luftwaffe tedesca assicurò ai fascisti spagnoli la supremazia aerea, sperimentando sulle città repubblicane i primi bombardamenti a tappeto, come quello che nel 1937 rase al suolo la cittadina basca di Guernica. L’Italia fascista inviò 600.000 uomini e un’ingente quantità di aerei, cannoni e navi. Da ben 53 nazioni dei cinque continenti accorsero in Spagna volontari per combattere il fascismo. Le stime variano da un minimo di 40.000 ad un massimo di 60.000 unità. Più di 4.000 furono gli italiani. «Compagni, fratelli, italiani, ascoltate. Un volontario italiano vi parla dalla radio di Barcellona per portarvi il saluto delle migliaia di italiani antifascisti esuli che si battono nelle file dell’armata rivoluzionaria per l’ideale di un popolo intero che lotta per la sua libertà. Vi chiedono che l’Italia proletaria si risvegli. Che la vergogna cessi. Dalle fabbriche, dai porti italiani non debbono più partire le armi omicide. Dove non sia possibile il boicottaggio aperto, si ricorra al boicottaggio segreto. Il popolo italiano non deve diventare il poliziotto d’Europa. Quanto più presto vincerà la Spagna proletaria, e tanto più presto sorgerà per il popolo italiano il tempo della riscossa» (Carlo Rosselli, discorso del 13 novembre 1936)

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Sigmund Freud. OPERA OMNIA ITA (1886-1938)

Sigmund Freud (1856-1939)

Sigmund Freud (1856-1939)

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L’interpretazione dei Sogni, S. Freud
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Introduzione alla Psicoanalisi, S. Freud – Parte I
E’ questo l’unico libro di Freud che ci dà la prospettiva totale della sua dottrina: le trentacinque celeberrime “lezioni”, che conducono il lettore a impadronirsi con ordinata gradualità del campo psicoanalitico nel suo insieme, sono una lettura davvero affascinante, di insuperato valore classico formativo, e al tempo stesso di vivissima attualità
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Introduzione alla Psicoanalisi, S. Freud – Parte II
La fama e la popolarità di Freud si fondarono in larga misura su questo libro, che per il rigore logico con cui sono presentati i materiali e l’estrema limpidità dell’esposizione fu subito considerato un capolavoro, ed ebbe, nel mondo intero, grandissima diffusione; troviamo in esso l’illustrazione esauriente della teoria psicoanalitica e delle sue applicazioni, e in più le opinioni di Freud su molte importanti questioni, come ad esempio l’educazione, la violenza, la guerra, la storia, la società, la religione, la femminilità.
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Cinque conferenze sulla Psicoanalisi, S. Freud
Nel Settembre 1909, presso la Clark University di Worcester Massachussets, Freud presenta la sua opera al pubblico americano, Non si rivolge esclusivamente ai medici, ma a tutti i convenuti, esponendo con chiarezza le teorie e la prassi dell’intervento psicanalitico, arricchendo il discorso con descrizioni ed esempi efficaci. E’ come se egli prendesse per mano i presenti e li introducesse all’esperienza di un mondo sconosciuto, del quale svela i misteri.
Freud, Sigmund – Conferenze Sulla Psicoa
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Il disagio della civiltà – S. Freud
l disagio della civiltà è un saggio che Freud scrisse nel 1929; è l’ultima sua opera ed è quella più matura, che comprende tutti i suoi precedenti anni di studio e lavoro.Il tema principale è l’antagonismo tra le esigenze pulsionali dell’individuo e le restrizioni imposte dall’evoluzione che eleva la specie umana ad un grado di civiltà. Lo scopo di ogni individuo è il perseguimento della felicità. Il principio di piacere, “Eros”, è proprio di ogni uomo e inevitabilmente urta col principio di realtà, proprio di ogni civiltà, facendo diventare il principio di piacere completamente irrealizzabile, poiché la società impone delle limitazioni, delle leggi, delle regole.
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Psicopatologia della vita quotidiana – S. Freud
Cinquant’anni fa, un lapsus durante una conversazione sarebbe passato più o meno inosservato… Con la Psicopatologia della vita quotidiana tutto è cambiato.
Walter Benjamin
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Psicologia delle folle – Gustav Le Bon
Pubblicato nel 1895, questo studio seppe cogliere i primi segnali dell’entrata in scena di un nuovo attore sociale: la folla, soggetto e, al contempo, oggetto dell’operare politico. Degradato a manuale precettistico, fu “livre de chevet” di dittatori e aspiranti tali durante gli anni Venti del Novecento. In “Psicologia delle masse ed analisi dell’Io” Freud gli dedica un intero capitolo
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Sergio Leone. Giù la testa (1971)

Film del 1971, uscito quindi in un periodo particolarmente “caldo” dal punto di vista politico-sociale, “Giù la testa” di Sergio Leone, viene inserito dai critici nella trilogia del tempo, che comprende “C’era una volta il west” del 1968 e il successivo “C’era una volta in America” del 1984. Film complesso propone problemi civili di impegno molto alto (l’azione si svolge in Messico nei primi anni del XX secolo, all’epoca di una rivoluzione non ben precisata) utilizzando schemi tipici del West: il bandito, la diligenza, il progetto di rapina in banca. La frase di Mao: “La Rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La Rivoluzione è un atto di violenza.” serve ad avvertire gli spettatori che nel film viene mostrato il volto più crudo della rivoluzione. Il film si basa sull’incontro-scontro fra due personaggi: John Mallory guerrigliero irlandese dell’IRA, fuggito dal paese d’origine, e Juan Miranda, peone messicano disilluso, preoccupato soltanto di riempirsi le tasche con il malloppo della banca di Mesa Verde. Juan è il popolo, che non sa niente di politica e vorrebbe ignorare la situazione per occuparsi soltanto del proprio interesse; John è il rivoluzionario, l’idealista deluso, che sa fin troppo bene come vanno le cose e vorrebbe disperatamente dimenticarlo. Inizialmente ostili, diversi per temperamento, cultura e anche aspetto, Miranda e Mallory, accomunati da un senso di sfiducia verso il cambiamento che può portare una rivoluzione, (“me ne è bastata una”, risponde John alla domanda postagli da Juan a riguardo del suo pensiero sulla rivoluzione messicana) entrano in simbiosi e contribuiscono a migliorarsi in maniera definitiva: il peone si rialza dalla polvere per impadronirsi di un’idea, il rivoluzionario recupererà il senso dell’amicizia fedele. L’amicizia tra i due non passa indenne dalla rivoluzione, così come la rivoluzione non passa indenne dalla loro amicizia: John e Juan, apparentemente così distanti, impareranno a conoscere la loro condizione di fratellanza attraverso le vicende tragiche che vivranno da protagonisti.

Simone Weil. Riflessioni sulla guerra (1933)

Simone Weil (1909 − 1943)

Simone Weil (1909 − 1943)

La situazione attuale, e lo stato d’animo che suscita, rimettono una volta di più all’ordine del giorno il problema della guerra. Oggi noi viviamo nella perenne attesa di una guerra; il pericolo è forse immaginario, ma la sensazione di pericolo esiste, e ne costituisce un fattore non trascurabile. Ebbene, l’unica reazione che sia dato constatare è il panico, non tanto il panico del coraggio di fronte alla minaccia di una carneficina, quanto il panico degli animi di fronte ai problemi che pone tale minaccia. Ed è proprio nel movimento operaio che si avverte di più lo smarrimento. Il rischio, se non ci impegniamo in un serio tentativo di analisi, è che un giorno o l’altro la guerra ci sorprenda incapaci non solo di agire, ma persino di giudicare. Per prima cosa bisogna fare un bilancio delle tradizioni sulle quali abbiamo sinora vissuto più o meno coscientemente.

Riflessioni sulla guerra (PDF)