Ortega y Gasset. Dinamica del tempo (1927)

Ortega y Gasset (1883-1955)

Ortega y Gasset (1883-1955)

Dinamica del tempo (PDF)

(tratto da Maschile e femminile. Lo sguardo interiore nel pensiero di Ortega a cura di Lucia Parente, Edizione Scientifiche Italiane, 2006)

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Ulrich Beck. Essays

Ulrich Beck (Słupsk, 15 maggio 1944 – 1º gennaio 2015)

Ulrich Beck (Słupsk, 15 maggio 1944 – 1º gennaio 2015)

In the current phase of reflexive or second modernization, we are witnessing a dialectics of modernity: continuity of the principles and discontinuity of basic institutions of nation-state modernity. This process is leading us from the national industrial society to the world risk society. A theory of reflexive modernization consists of theorems of individualization, cosmopolitanization, and risk society. This radicalized modernity has produced world risk society. What signifies the risk society are manufactured uncertainties which tend to be intangible to our senses. The theory of world risk society as a new Critical Theory assumes three characteristics of global risks: delocalization, uncalculability, and non- compensatability. This theory also adopts eight theses regarding the inequality of global risks; the power of risk definition; risk and culture/trust; cosmopolitian politics of world risk society; a ‘revolutionary subject’ for climate change; global risks empowering states and civil movements; divergent (environmental/ economic/ terrorist) logics of global risks; world risk society as a boundary-transcending process. The “cosmopolitan moment” of world risk society is now set free.

La società cosmopolita e i suoi nemici (PDF)

World at Risk: the new task of critical Theory (PDF)

Living in the world risk society (PDF)

Critical Theory of World Risk Society: A Cosmopolitan Vision (PDF)

La Sociedad del Riesgo Global (PDF)

Federico Fellini. Casanova (1976)

Durante il carnevale di Venezia Giacomo Casanova accetta di mostrare la sua valentia amorosa con suor Maddalena e compiacere così l’amante guardone della donna, l’ambasciatore di Francia da cui Casanova spera di ottenere benefici. Ma è arrestato dall’Inquisizione con l’accusa di magia nera. Fugge dal carcere dei Piombi ed è a Parigi ospite della Marchesa d’Urfé che vuole ottenere da lui il segreto dell’immortalità. Poi Casanova lascia Parigi e riprende la sua frenetica attività di seduttore. Fra i suoi amori c’è quello infelice con Henriette, che lo fa disperare e lo abbandona. A Roma partecipa a una gara amatoria con un pololano, vincendola. A Roma incontra anche il Papa e la madre ormai ben poco interessata alle sue sorti. Infine la vecchiaia, l’impiego come bibliotecario, il suo fascino svanito, l’oblio delle corti, fino alla solitudine di un ballo con una bambola meccanica, ricordo di un passato sempre più lontano.

“Il Casanova non è un romanzo cinematografico, non ha progressione logica né veri nessi di racconto. I raccordi fra i nove o dieci capitoli sono rapidi e precari, ricordano le didascalie nei “comics”. Il gran circo di Federico Fellini appartiene all’avanguardia, come hanno ben capito i cineasti americani dell'”underground” fin dai tempi di Otto e mezzo. Nonostante i miliardi spesi con prodigalità, non ci troviamo dalle parti di quella che Flaubert chiamava “l’arte industriale”; siamo più vicini alla monoliticità, al “privatismo” e alla sfacciataggine di un Andy Warhol. Perciò il paragone, che l’attualità suggerisce fra Barry Lindon e Casanova registra più difformità che convergenze. Kubrick prende sul serio il romanzo ottocentesco e l’ambientazione settecentesca, le connotazioni sociologiche e politiche della vicenda: ha l’aria di aver letto e annotato un’intera biblioteca, di avere un suo giudizio morale sull’epoca e sul personaggio. Fellini ha sfogliato l’Histoire casanoviana come l’elenco telefonico, non ha in apparenza da proporre che impressioni, risentimenti, sfottiture. Però… Anche qui c’è un però: se il ‘700 rievocato di Kubrik ha le sue profonde motivazioni culturali, il ‘700 sognato di Fellini ha l’allarmante e misteriosa qualità di una visione profetica. Forse Jung avrebbe detto che Il Casanova è una profezia sul passato”.
Tullio Kezich su “La Repubblica”, 11 dicembre 1976

Zygmunt Bauman. Liquid Modernity (2000)

Zygmunt Bauman (born 19 November 1925)

Zygmunt Bauman (born 19 November 1925)

The concept of liquid modernity proposed by Zygmunt Bauman suggests a rapidly changing order that undermines all notions of durability. It implies a sense of rootlessness to all forms of social construction. In the field of development, such a concept challenges the meaning of modernization as an effort to establish long lasting structures. By applying this concept to development, it is possible to address the nuances of social change in terms of the interplay between the solid and liquid aspects of modernization.

Liquid Modernity (PDF)