Celestino Taranta. Per l’annuale della morte di Umberto Postiglione (1925)

download«Ed ecco il giovane Umberto, risvegliatore di anime ed operaio egli stesso, nei centri operai del Nord e del Sud America. L’eterno dissidio e il contrasto fra i due elementi dell’economia sociale, fra il Capitale e il Lavoro, nessuno più di lui li sentì urlare, implacati e tragici, nel profondo dell’anima, e nessuno più di lui seppe conciliarli. Ma Umberto Postiglione non è il cliché del demagogo ciarlatanesco di nostra conoscenza, che vende frottole per farsi una posizione sociale. Egli è convinto di quello che dice e crede a quello che inculca: Egli ha una fede: la fede in un mondo migliore per i lavoratori, la fede nell’avvenire degli uomini che, figli dello stesso Dio, dovranno amarsi e vivere come fratelli. Il suo anarchismo idealista è, sempre, anch’esso, espressione di bontà».

Per l’annuale della morte di Umberto Postiglione

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Paulo Freire. La pedagogia degli oppressi (1971)

(Recife, 19 settembre 1921 – São Paulo, 2 maggio 1997)

(Recife, 19 settembre 1921 – São Paulo, 2 maggio 1997)

In questo saggio la nostra preoccupazione è solo di presentare alcuni aspetti di ciò che ci sembra costituire quella che da tempo veniamo chiamando la pedagogia dell’oppresso: quella che deve essere forgiata con lui e non per lui, siano uomini che popoli, nella lotta incessante per ricuperare la loro umanità. Pedagogia che faccia dell’oppressione e delle sue cause un argomento di riflessione per gli oppressi; ne risulterà l’impegno indispensabile alla lotta per la loro liberazione, in cui questa pedagogia si farà e rifarà costantemente.

La pedagogia degli oppressi (PDF)