Edoardo Puglielli. Percorsi per la didattica della storia, della filosofia e delle scienze umane «Dina Bertoni Jovine. Scuola e democrazia»

Società Filosofica Italiana
Sezione Giuseppe Capograssi [online]
ISSN 2281-6569
novembre 2016

Dina Bertoni Jovine (Falvaterra, 1º giugno 1898 – Roma, 19 marzo 1970) «Collaborazione tra gli uomini, eguaglianza reale di tutti i cittadini, partecipazione responsabile di tutti all’azione sociale, evoluzione della cultura delle masse, liberazione nazionale e sociale dei popoli ancora oppressi, sono i fermenti morali che possono farci prevedere le direttive morali e sociali di un futuro molto prossimo e che devono orientare la nuova educazione realizzando quella vera rivoluzione copernicana dell’educazione che non consiste, come si è creduto, nel trasferire il centro dell’educazione dall’educatore al discente bensì dal presente al futuro».

Dina Bertoni Jovine
Educazione per il tempo futuro (1966)

Scuola e democrazia (PDF)

Edoardo Puglielli. I lavoratori italiani emigrati negli Stati Uniti ela Grande Guerra.

imagesSocietà Filosofica Italiana
Sezione di Sulmona Giuseppe Capograssi [online]
ISSN 2281-6569 settembre 2016

«Vecchietti miei cari […], noi proletari, buttati pel mondo in cerca d’un pane, non abbiamo patria da servire. Voi che mi faceste, che a forza di stenti e di sacrifici mi allevaste, voi che mi vedeste abbandonare il paese natio, rinunziare a tutti gli affetti perché l’Italia non mi dava il pane, voi che mi avete lontano perché un governo ladro ci affama e ci deride, voi mi invitate, voi mi supplicate di ritornare in Italia e venire a servire la patria. Io non ho patria da servire, o miei cari vecchi […]. La mia patria non è l’Italia, non è l’America, non è la Francia; la mia patria è più grande ancora, la mia patria è il mondo intiero ed ogni sventurato che incontro lo chiamo fratello. La mia bandiera non è il tricolore; essa è molto più bella e vuole un mondo nuovo: né poveri né ricchi, né giudici, né regnanti! Questo è il sogno, l’ideale per cui vive e spera il figliuolo vostro che tanto vi vuol bene».

I lavoratori italiani emigrati negli Usa e la Grande Guerra (PDF)

Edoardo Puglielli, 1946-1948. Appunti per una storia sociale

25-aprileLa guerra di Resistenza e l’insurrezione dell’aprile 1945 avevano diffuso tra le masse grandi speranze di cambiamento. In quella fase era stata conquistata, pur fra tante difficoltà, l’unità d’azione delle forze più rappresentative dell’antifascismo: cattolici, comunisti, movimenti e partiti che in modo diverso si richiamavano alla tradizione socialista, libertaria, democratica e liberale. Forte e diffusa era l’aspirazione ad un rinnovamento politico, istituzionale e culturale in grado di incidere innanzitutto su quell’assetto economico-sociale (rapporti tra capitale e lavoro, tra classi, tra nord e sud, etc.) che era stato alla base della dittatura fascista.

1946-1948. Appunti per una storia sociale (PDF)

Edoardo Puglielli. Sindacato e politica nelle ferrovie d’Abruzzo (1894-1924)

ferrovieri-albori-sindacato-600x450

«Il sindacalismo dei ferrovieri presenta, tra le sue particolarità, un modello di diffusione che entra in conflitto con alcune delle impostazioni ‘tradizionali’ sulle origini del movimento sindacale. Date le caratteristiche della rete ferroviaria, i cui nodi non solo erano legati allo sviluppo industriale ma anche alle caratteristiche geografiche e topografiche dei territori, la formazione di ‘masse critiche’ dal punto di vista sindacale non necessariamente avveniva nelle zone più industriali e/o urbane, e nemmeno nelle campagne con forte presenza di braccianti; e poteva essere, come nel caso di Sulmona, persino legata a criteri di ordine pubblico. In questo modo, c’era la possibilità — come avvenne effettivamente in Abruzzo — che un modello sindacale assai peculiare, come quello dei ferrovieri, fosse proprio il motore della nascita dell’associazionismo operaio, lasciando in secondo piano, perlomeno nei primi momenti, il ruolo delle categorie alle quali in genere viene attribuito il protagonismo fondamentale (tipografi, edili, metallurgici, tessili, braccianti). L’interesse e le particolarità del caso abruzzese vengono bene alla luce nel volume di Edoardo Puglielli, elaborato sulla base della storiografia esistente, di un ampio utilizzo della stampa e della ricca documentazione d’archivio proveniente dalle autorità di pubblica sicurezza» [dall’introduzione]

Sindacato e politica nelle ferrovie d’Abruzzo (1894-1924)

Edoardo Puglielli. La sezione aquilana dell’Associazione nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno 1904-1908

Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600)

Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600)

ISSN 2281-6569 SFI Sezione di Sulmona Giuseppe Capograssi [online]

Dal 20 al 23 settembre 1904 si svolse a Roma il Congresso Internazionale del Libero Pensiero, il principale evento politico-culturale anticlericale dell’età giolittiana . Vi parteciparono eminenti personalità del mondo della cultura italiana (il filosofo Roberto Ardigò, il penalista Enrico Ferri, l’antropologo Cesare Lombroso, il poeta e docente universitario Mario Rapisardi, l’antropologo Giuseppe Sergi, lo storico Guglielmo Ferrero, lo psichiatra Enrico Morselli, i deputati Andrea Costa e Napoleone Colajanni) ed europea (il biologo e filosofo tedesco Ernst Heinrich Haeckel, il sociologo e pacifista russo Jacques Novicow, lo scienziato francese Paul Berthelot, lo scrittore norvegese Bjørnstjerne Bjørnson, il pedagogista francese Paul Robin e quello spagnolo Francisco Ferrer y Guardia, l’intellettuale inglese George Holyoake, i deputati belgi Léon Furnémont e Georges Lorand, il senatore francese Ferdinand Buisson, fondatore nel 1898 della Lega per i Diritti dell’Uomo) ed altri congressisti belgi, boemi, francesi, inglesi, norvegesi, olandesi, portoghesi, russi, spagnoli e ungheresi. Oltre un migliaio furono i delegati italiani, coordinati dal repubblicano Arcangelo Ghisleri.

La sezione aquilana dell’Associazione nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno 1904-1908 (PDF)

Edoardo Puglielli. Umberto Postiglione e il grande sciopero di Lawrence (1912)

Lawrence Strike 1912

Lawrence Strike 1912

«Quella di Lawrence fu la prima grande vittoria degli immigrati. I poveri lavoratori venuti da tutte le parti del mondo, espulsi dalla miseria dai loro paesi, dimostravano di non sentirsi più soli e indifesi; avevano soprattutto dimostrato capacità di sacrifici e di resistenza e senso di solidarietà internazionale. Quello di Lawrence non fu un normale sciopero. Fu in piccolo una rivoluzione sociale. Infatti dimostrò che era possibile per i non qualificati e i disorganizzati (prevalentemente immigrati delle diverse provenienze nazionali) portare avanti con successo una lotta contro i loro padroni. E dimostrò quale forza latente vi fosse nelle grandi masse degli operai semi-qualificati e non qualificati» (Renato Lalli, Arturo Giovannitti. Poesia, cristianesimo e socialismo tra le lotte operaie del primo Novecento americano, Editoriale Rufus, Campobasso 1981, p. 94).

Umberto Postiglione e il grande sciopero di Lawrence (1912)

Edoardo Puglielli. L’istruzione nel Regno delle Due Sicilie, dalla Restaurazione all’Unità

download (1)Anche nel campo dell’istruzione la Restaurazione (1815) spazzò via quelle innovazioni moderne introdotte nei brevi mesi di vita della Repubblica Napoletana (gennaio-luglio 1799) e – soprattutto – nel decennio dei napoleonidi (1806-1815). Tali innovazioni interpretavano i postulati essenziali dell’illuminismo. Le condizioni di abbrutimento in cui si trovava quel popolo che si voleva chiamare a contribuire attivamente all’edificazione di una civiltà superiore rappresentavano, agli occhi dei riformatori, l’ostacolo maggiore al rinnovamento.

L’istruzione nel Regno delle Due Sicilie dalla Restaurazione all’Unità (PDF)