Edoardo Puglielli. I lavoratori italiani emigrati negli Stati Uniti ela Grande Guerra.

imagesSocietà Filosofica Italiana
Sezione di Sulmona Giuseppe Capograssi [online]
ISSN 2281-6569 settembre 2016

«Vecchietti miei cari […], noi proletari, buttati pel mondo in cerca d’un pane, non abbiamo patria da servire. Voi che mi faceste, che a forza di stenti e di sacrifici mi allevaste, voi che mi vedeste abbandonare il paese natio, rinunziare a tutti gli affetti perché l’Italia non mi dava il pane, voi che mi avete lontano perché un governo ladro ci affama e ci deride, voi mi invitate, voi mi supplicate di ritornare in Italia e venire a servire la patria. Io non ho patria da servire, o miei cari vecchi […]. La mia patria non è l’Italia, non è l’America, non è la Francia; la mia patria è più grande ancora, la mia patria è il mondo intiero ed ogni sventurato che incontro lo chiamo fratello. La mia bandiera non è il tricolore; essa è molto più bella e vuole un mondo nuovo: né poveri né ricchi, né giudici, né regnanti! Questo è il sogno, l’ideale per cui vive e spera il figliuolo vostro che tanto vi vuol bene».

I lavoratori italiani emigrati negli Usa e la Grande Guerra (PDF)

ROBERTO CAROCCI. Antonio Labriola nel socialismo romano di fine Ottocento. Attività, influenze, riflessioni

Antonio_Labriola

Antonio Labriola (1843-1904)

Società Filosofica Italiana Sezione di Sulmona Giuseppe Capograssi [online] ISSN 2281-6569

Antonio Labriola è stato tra i maggiori teorici del marxismo europeo di fine Ottocento del quale fu il primo, e per lungo tempo il solo, esponente italiano, segnando una distanza dal nascente e spesso indeterminato socialismo nostrano, che lo portò a considerarsi «un tedesco perduto in Italia» . Interprete di un marxismo inteso quale «dottrina unitaria», rispetto ai suoi coevi mostrava una profonda conoscenza della filosofia classica tedesca nonché un’«elasticità mentale e un senso della dialettica dei fatti assai maggiori» .

Antonio Labriola nel socialismo romano di fine Ottocento (PDF)